Approccio Centrato sulla Persona

L'Approccio Centrato sulla Persona è stato sviluppato negli anni Quaranta da Carl R. Rogers e si caratterizza per una concezione positiva della persona che parte dal presupposto che ognuno abbia valore e capacita' di autodeterminazione: “gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali.” (Carl Rogers). "Le persone sono altrettanto meravigliose quanto i tramonti se io li lascio essere ciò che sono. ... Non tento di controllare un tramonto. Ammiro con soggezione il suo dispiegarsi." C.R. Rogers

Alla base di questo Approccio c'è una fiducia fondamentale negli esseri umani e in tutti gli organismi. La fiducia che l’organismo umano, alla pari di tutti gli altri organismi, abbia in sé la capacità di realizzare pienamente le proprie potenzialità, in quanto secondo Rogers, “ogni essere umano ha una tendenza direzionata che si orienta verso la totalità, verso l’attualizzazione delle sue possibilità”.

Questa tendenza, denominata tendenza attualizzante, è la tendenza fondamentale dell’organismo, è una forza che si muove verso il pieno sviluppo delle potenzialità e capacità dell’organismo stesso, e' la volonta' naturale di vivere, migliorarsi, conservarsi, modificarsi.

"non condivido il punto di vista tanto diffuso secondo cui l'uomo e' un essere fondamentalmente irrazionale i cui impulsi, se non fossero controllati, condurrebbero alla distruzione sua e degli altri.
Il comportamento dell'uomo e' invece squisitamente razionale e si orienta, con una complessita' sottile e ordinata, verso le mete che l'organismo gli pone."
(Carl Rogers)

Rogers fu il primo a formulare una visione della natura umana basata sulla fiducia nella capacità innata di ogni individuo a tendere alla salute e all’autoregolazione. Concepisce l'uomo come responsabile di se stesso, capace e libero di scegliere e, proprio per questa fiducia nelle capacità dell’individuo, elabora una terapia, la Terapia Centrata sul Cliente, in cui lo squilibrio di potere tra terapeuta e cliente viene ricalibrato nel senso di una maggiore equità. L'attenzione è posta sulla salute invece che sulla malattia, evitando di instaurare un rapporto di dipendenza e proponendosi come obiettivo principale la promozione dell’empowerment, dell’indipendenza e dell’autonomia del cliente.

Il ruolo del professionista in questa concezione della terapia è quindi quello di un catalizzatore, di un agente che facilita un dato processo ma che non lo determina. Rogers introduce il termine “cliente” proprio per mettere in rilievo il carattere attivo del ruolo dell’interessato.

Ruolo del Terapeuta e' facilitare questo compito creando un clima di accettazione, empatia, responsabilizzazione, che faciliti l'auto-realizzazione del Cliente. Un clima caldo, accogliente, sicuro e non giudicante, in cui la persona è libera di accrescere la propria auto-consapevolezza.

“Ogni essere umano ha una tendenza direzionata che si orienta verso la totalità, verso l’attualizzazione delle sue possibilità. Non ho mai visto la psicoterapia o le esperienze di gruppo funzionare, allorché ho tentato di creare in un altro individuo qualcosa che egli non contenesse di già.” (Carl Rogers)

La terapia funziona quando il terapeuta è in grado di fornire un clima che faciliti la possibilità del cliente di attingere alle proprie risorse di auto-comprensione e di auto-modificazione del proprio concetto di sé. Un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti.